Durante i nove mesi di gravidanza il feto non respira ma riceve ossigeno dalla mamma attraverso il cordone ombelicale che lo unisce alla placenta grazie ad un fitto sistema di vasi sanguigni. Entro 20 secondi dal parto il neonato effettua il suo primo respiro e in poco più di un minuto tale atto diventa ritmico.
La respirazione corretta, quella fisiologica, naturale, avviene attraverso il naso e dalla nascita siamo programmati per utilizzare questo sistema. Quando inspiriamo, l’aria contenente ossigeno entra nelle cavità nasali, passa nelle vie respiratorie e arriva ai polmoni. Qui si verifica uno scambio gassoso, cioè l’aria cede ossigeno al sangue mentre il sangue le cede anidride carbonica che viene espulsa con l’espirazione.
Se invece il passaggio dell’aria avviene attraverso la bocca, l’ossigenazione del sangue peggiora anche del 15-20%, la frequenza respiratoria aumenta e le molecole di emoglobina fanno più fatica a rilasciare l’ossigeno alle cellule, determinando una condizione di ipossia (carenza di ossigeno nell’organismo).
La scarsa ossigenazione può condizionare la vita del bambino, per esempio potrebbe manifestare difficoltà di concentrazione, stanchezza alternata da momenti di iperattività, fatica a rimanere fermo, sonno agitato, incubi notturni.

Perché, se un bambino nasce respirando correttamente, in poco tempo acquisisce l’abitudine alla respirazione orale?
Le cavità nasali del piccolo hanno dimensioni ridotte e molto rapidamente si possono ostruire anche solo per la presenza di piccole quantità di muco che non è ancora in grado di espellere.
Ciò favorisce l’insorgenza di infiammazioni ed infezioni del tratto respiratorio (come riniti e tonsilliti) e dell’apparato uditivo (come otiti) che innescano così un circolo vizioso in grado di rendere “normale” respirare attraverso la bocca ed avere costantemente le vie nasali bloccate.
Quali cambiamenti può subire lo sviluppo della bocca in base al tipo di respirazione?
Nel respiratore nasale durante l’inspirazione la lingua si sposta in alto (dietro gli incisivi superiori) mentre in espirazione sfiora gli incisivi inferiori, favorendo un corretto sviluppo della cavità orale.
Nel respiratore orale si manifestano criticità nello sviluppo del mascellare superiore, come palato stretto e ogivale. Presenta inoltre una mandibola molto arretrata oppure avanzata.
La carenza nella crescita del mascellare superiore è dovuta alla modificata postura linguale che, per consentire il passaggio dell’aria, si abbassa sul pavimento della bocca. In seguito al cambiamento di tale posizione si potrebbero verificare anche disturbi del meccanismo di deglutizione e del linguaggio.
Inoltre, i muscoli interessati durante l’atto respiratorio non sono quelli della normale respirazione. Ciò dà luogo anche ad un’alterazione del busto, con un coinvolgimento negativo nello sviluppo del torace e dell’addome.