Quando portare il bambino alla prima visita ortodontica: segnali da non ignorare 

Valeria e viviana che visitano una piccola paziente

Molti genitori pensano all’ortodontista solo quando i denti appaiono storti. In realtà, alcuni segnali arrivano molto prima e possono essere intercettati con una valutazione precoce. Osservare per tempo la crescita del bambino aiuta a capire se tutto sta procedendo in modo armonico o se serve un approfondimento. 

Quando fare la prima valutazione 

Con l’ortodonzia precoce si possono intercettare già intorno ai 3 anni eventuali disturbi della crescita della mascella e della mandibola. A questa età il sorriso di tuo figlio è ancora in piena evoluzione: è il momento giusto per osservare lo sviluppo, capire se tutto procede bene e, quando serve, intervenire in tempo. Prima si individua un problema, prima si può agire in modo efficace. 

Valutare presto la sua crescita permette infatti di riconoscere eventuali alterazioni prima che diventino più difficili da trattare. Per questo la prima visita ortodontica è un passaggio molto importante nello sviluppo del bambino. 

I segnali da osservare 

Ci sono piccoli campanelli d’allarme che meritano attenzione. Tra questi ci sono denti molto affollati, spazi eccessivi, morso aperto, morso crociato, difficoltà a chiudere bene la bocca o a masticare, respirazione orale frequente e uso prolungato del dito o del ciuccio. Anche alcune asimmetrie del viso o della crescita mandibolare possono suggerire la necessità di un controllo. 

L’importanza di una diagnosi precoce 

Intercettare e intervenire su un bambino di 3 anni con malocclusione scheletrica significa riportarlo velocemente in equilibrio armonico, con risultati duraturi. Aspettare fino ai 12-14 anni, con la dentizione permanente completa, significa perdere tempo prezioso, lasciare il piccolo in condizioni non ottimali e aumentare il rischio di recidive. 

Come si svolge la prima visita 

La prima visita ortodontica consiste in due appuntamenti distinti, per raccogliere informazioni fondamentali alla diagnosi. 

Primo appuntamento: si eseguono tutte le fotografie necessarie a studiare la postura,  il viso, i denti. Si valuta il linguaggio, la respirazione, la deglutizione, la postura linguale e un’infinità di altri particolari che caratterizzano il paziente. Poi si eseguono le radiografie come ortopantomografia e teleradiografia oltre alle scansioni delle arcate. Questi dati sono necessari per studiare la tipologia cranica, la crescita ossea avvenuta fino ad ora e le previsioni per la crescita futura. 

Secondo appuntamento: confronto con i genitori per illustrare gli esiti degli esami e presentare il piano terapeutico personalizzato, discutendo opzioni e vantaggi e svantaggi delle diverse tipologie di intervento. 


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