Quali sono le funzioni della lingua?
La lingua è un organo che svolge molteplici funzioni: assunzione del cibo, masticazione, deglutizione, fonazione (linguaggio), suzione (succhiamento). Funge inoltre da stimolatrice vettoriale di crescita già durante la vita intrauterina.
La lingua influenza direttamente la crescita mandibolare, mascellare e la morfogenesi delle arcate dentarie. Inoltre è strettamente collegata a molti muscoli che governano la motricità delle strutture circostanti.
Anche l’aspetto estetico del volto e del cranio può essere modificato dal funzionamento dei gruppi muscolari connessi alla lingua.
Il frenulo linguale
Il frenulo linguale è costituito da tessuto connettivo fibroso rivestito da epitelio pavimentato non cheratinizzato e contiene fibre elastiche.
Congiunge la parete inferiore della lingua alla mucosa del pavimento della bocca.
Se il frenulo linguale è troppo corto genera una trazione sulla lingua facendole assumere una postura direzionata verso il basso e in avanti, impedendo alla lingua di arrivare alla papilla retroincisiva sullo SPOT palatino.
Il frenulo linguale corto è spesso associato a difetti della colonna cervicale e della postura in generale.
Se il frenulo linguale è troppo corto genera una trazione sulla lingua facendole assumere una postura direzionata verso il basso e in avanti, impedendo alla lingua di arrivare alla papilla retroincisiva sullo SPOT palatino.
Il frenulo linguale corto è spesso associato a difetti della colonna cervicale e della postura in generale.
L’incidenza di frenulo corto varia tra il 4 e il 10% circa dei neonati, con una prevalenza tra i maschi in rapporto 2:1
Il frenulo linguale corto impedisce al neonato di porre la lingua sopra al labbro inferiore e al bordo gengivale e può provocare problemi nella suzione (difficoltà nella creazione della pressione negativa orale idonea per il succhiamento) che influenzano in modo particolare l’allattamento al seno. La difficoltà nell’attaccarsi al seno provoca dolore alla mamma e scarsa crescita per il neonato.
La postura scorretta della lingua e la deglutizione disfunzionale oltre che rendere impossibile la suzione del latte nel neonato, possono determinare nel tempo un ridotto stimolo allo sviluppo del mascellare superiore, un morso aperto anteriore con morso incrociato posteriore, aumentata incidenza di carie dei molari inferiori a causa della minor detersione dovuta alla scarsa mobilità linguale.
Anche la respirazione nasale ne risentirà e, in presenza di una postura linguale bassa, il piccolo sarà costretto a mantenere la bocca aperta. Il sonno risulterebbe disturbato e nei casi più gravi si potrebbe associare a russamento e apnee notturne.
Un frenulo corto inoltre, nella maggior parte dei casi provoca alterazioni del linguaggio.
Cos'è la frenulectomia
Il controllo del frenulo va effettuato immediatamente sul neonato e l’intervento di resezione andrebbe eseguito entro i 15 giorni di vita. Subito dopo l’intervento è necessario provvedere a massaggi del pavimento della bocca e, se possibile, trazioni linguali.
Quando viene eseguito dopo i 5 anni di vita è fondamentale la rieducazione miofunzionale per la completa ripresa dell’organo.
Il protocollo prevede: 1-2 sedute di logopedia prima della frenulectomia e una seduta il giorno stesso dell’intervento.
Poi le altre sedute verranno programmate in base alla gravità del caso. Per il recupero della funzione nel breve tempo possibile, sotto il controllo del logopedista, è consigliabile far eseguire al paziente, più volte al giorno per circa un mese, degli esercizi funzionali come la protrusione e l’allungamento massimo a bocca aperta, sia lateralmente che verticalmente fino a toccare gli incisivi superiori.
La frenulectomia è un intervento semplice ma molto importante per la crescita e deve essere eseguito il più precocemente possibile.
La procedura dell'intervento: semplice e sicura
1.Preparazione
Il bambino viene comodamente posizionato in un ambiente accogliente e sicuro.
2.Anestesia Locale
Viene applicata un’anestesia locale dolce, assolutamente indolore.
3.Frenulectomia
L’intervento è rapido e minimamente invasivo, della durata di pochi minuti.
4.Post-Intervento
Non è necessario il ricovero. Guarigione naturale in pochi giorni.
5.Rieducazione
Rieducazione con il logopedista completa il percorso di guarigione.
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La deglutizione
La forma e la tipologia di crescita delle arcate dentali sono associate all’atto della deglutizione.
Durante l’atto deglutitorio non fisiologico la lingua esercita una pressione a carico delle superfici interne dei denti anteriori, si interpone tra le arcate dentali o esercita una spinta laterale sulle stesse.
Non riesce quindi ad entrare in contatto e ad intervenire nella modellazione della volta palatina e dell’arcata superiore.
Come fa la lingua, durante la deglutizione, a condizionare la forma del palato?
I cinque recettori sensoriali maggiormente presenti nel corpo umano confluiscono nel punto di emergenza del nervo naso-palatino. Questo punto, denominato SPOT è stato definito“sensore primitivo orale” e la stimolazione di questo punto durante la deglutizione si è dimostrato fondamentale per il reset continuo delle informazioni che raggiungono l’encefalo.
Anatomicamente lo SPOT si trova proprio dietro la papilla retro-incisiva, quindi subito dietro gli incisivi centrali superiori.
Deglutizione fisiologica
L’atto deglutitorio fisiologico si attua con un meccanismo complesso la cui coordinazione è di estrema importanza per il movimento armonico della lingua. Il meccanismo della deglutizione richiede l’attivazione consequenziale di 68 muscoli in una frazione di secondo
con la partecipazione anche dei muscoli laringei che vengono attivati per impedire che i cibi possano deviare e penetrare nell’apparato respiratorio.
La lingua è un conformatore del sistema cranio-cervico-mandibolare e del sistema nervoso centrale e rappresenta l’organo più importante dell’apparato stomatognatico. Durante le 24 ore si deglutisce dalle 1200 alle 1500 volte, circa ogni minuto durante il giorno e con meno frequenza durante il sonno.
Nella deglutizione fisiologica la lingua si appoggia allo SPOT, si solleva schiacciandosi progressivamente contro il palato e spingendo il cibo masticato indietro verso la faringe (gola). Questa fase del processo di deglutizione, che dura tra 0,7 e 1,2 secondi, è volontaria ed è controllata dal cervello. Poi inizia la fase faringea, in cui il cibo attraversa la faringe che è invece di natura riflessa e dura un secondo. Ciò significa che il soggetto non è in grado di arrestare l’atto deglutitorio. Epiglottide e corde vocali si chiudono. La terza fase, esofagea, dura 10 secondi ed è caratterizzata dalle onde peristaltiche che portano il cibo lungo l’esofago fino allo stomaco e infine la fase gastrica, necessaria alla trasformazione del cibo prima dell’ingresso nell’intestino.
Deglutizione disfunzionale (non fisiologica)
Quando presente, le contrazioni muscolari avvengono in modo improprio: i muscoli
masticatori sono in default. I denti non sono quasi mai a contatto, spesso la lingua si interpone tra le arcate dentali creando una condizione di instabilità e incoordinazione nel movimento.
L’effetto più deleterio è la mancanza di stimolazione neurologica e gli effetti evidenti su tutto il comparto posturale. La lingua può essere considerata come il “direttore d’orchestra” della postura perchè coordina le informazioni provenienti da distretti importanti che condizionano la postura, ovvero occhio, orecchio, piede e mandibola.
Come appare clinicamente un soggetto con deglutizione disfunzionale?
- Contrae le labbra e le guance per creare un buon sigillo orale
- Spesso deve fare un movimento del capo in avanti per poter “ingoiare”
- La lingua si interpone anteriormente o lateralmente e generalmente si evidenzia un morso aperto
- Se il morso aperto è anteriore: protrusione degli incisivi superiori e retro-inclinazione degli inferiori per un’azione sinergica tra lingua e labbro inferiore
- Se il morso aperto è laterale: a volte le guance rientrano verso la lingua e la lingua riempie lo spazio vuoto, spesso i denti in quella zona non erompono correttamente
Qual è la terapia?
La terapia elettiva è quella mio-funzionale svolta con il logopedista in concomitanza con la terapia elastodontica.
Il dispositivo elastodontico è un armonizzatore delle arcate e un regolatore di funzione per labbra e lingua.
E’ necessario iniziare questo trattamento il più precocemente possibile.
L’utilizzo precoce degli apparecchi elastodontici, oltre ad impedire che la malformazione si aggravi, rende la terapia rapida,
semplice e soprattutto risolutiva.
I nostri punti forti
Abbiamo a cuore i nostri pazienti e chi li accompagna, vogliamo garantire un ambiente accogliente e che sia anche divertente per i piccoli.
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Odontoiatria Pediatrica Viaggi è uno studio dentistico specializzato esclusivamente in odontoiatria infantile e adolescenziale, dedicato ai bambini e ragazzi da 0 a 16 anni. Il nostro centro è stato progettato per essere a misura di bambino, con spazi accoglienti,
colorati e sicuri, ideali per far sentire ogni giovane paziente a proprio agio.
La nostra missione è accompagnare i piccoli pazienti durante tutto il loro percorso di crescita,
promuovendo la cura della salute orale fin dalla tenera età. Il nostro obiettivo è formare adulti consapevoli
dell’importanza di un sorriso non solo bello esteticamente, ma anche sano e funzionale.
Grazie a un team esperto di dentisti pediatrici, tecnologie all’avanguardia e un approccio educativo e rassicurante,
garantiamo un’esperienza positiva e serena per tutta la famiglia.
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Domande Frequenti - Frenulo Linguale
1. Che cos'è il frenulo linguale?
Il frenulo linguale è una piccola membrana di tessuto che si estende dal pavimento della bocca alla parte inferiore della lingua. In alcuni bambini, questo tessuto è più corto del normale, limitando il movimento della lingua.
2. Come faccio a sapere se mio figlio ha un frenulo corto?
I segnali più comuni sono: difficoltà ad allattare, pronuncia poco chiara, difficoltà a toccare il palato con la punta della lingua, o la lingua a forma di “cuore” in punta.
3. L'intervento è doloroso?
No. La procedura è rapida e indolore grazie all’anestesia locale. Usiamo anche il microscopio per precisione massima e per ridurre al minimo il disagio.